CINQUANTA CENTO SETTANTA
(Un gioco serio sull’idea di standard)
Sveva Angeletti, Paolo Assenza, Romina Bassu, Viviana Berti, Alberto Burri, Roberto Caracciolo, Giulio Catelli, Giuseppe Chiari, Federica Di Pietrantonio, Marco Emmanuele, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Peter Flaccus, Alexandra Fongaro, Giuseppe Gallo, Carla Giaccio Darias, Nan Goldin, Luca Grimaldi, Angelina Gualdoni, Jay Heikes, Andreas Hochuli, Kim Isul, Thorsten Kirchhoff, Felice Levini, H.H. Lim, Sergio Lombardo, Marta Mancini, Diego Miguel Mirabella, Maurizio Mochetti, Lea Mugnaini, Hidetoshi Nagasawa, Numero Cromatico, Federico Pietrella, Cesare Pietroiusti, Michelangelo Pistoletto, Andrea Polichetti, Renato Ranaldi, Fiorella Rizzo, Marta Roberti, Andrea Sala, Andrea Salvino, Arcangelo Sassolino, Mario Schifano, Aldo Sergio, Turi Simeti, Giuseppe Spagnulo, Mauro Staccioli, Carlotta Valente, Cybele Varela, Gilberto Zorio
1/9unosunove presenta CINQUANTA CENTO SETTANTA (Un gioco serio sull’idea di standard), una mostra che raccoglie cinquanta opere di cinquanta artisti di diverse generazioni messi a confronto su uno stesso formato: il 100x70cm.
La mostra è una rassegna ma anche un gioco, una sfida agli artisti invitati a misurarsi nei canoni di questo formato iconico, nato come necessità tecnica della stampa e della litografia e diventato un cardine delle arti visive, tra domestico e museale, tra unico e seriale, tra istituzionale e privato.
La pittura francese dell’ottocento avrebbe pensato che non c’è nulla di più distante dalla pittura di un formato 100x70cm, a metà strada tra il quadrato e il rettangolo, troppo verticale per essere una figure, troppo stretto per il paysage, troppo poco panoramico per essere una marine.
La nascita della litografia e lo sviluppo dei poster e delle afiches spariglia le carte e introduce nell’arte un formato nuovo, utile al taglio della carta e destinato a diventare standardizzato: il B1.
Già nel tardo Ottocento francese con Henri de Tolouse-Lautrec inizia l’avvicinamento del dipinto verso la cartellonista d’affissione. Un atteggiamento formale destinato a esplodere in maniera dirompente nel secondo dopoguerra, specialmente in Italia, dove il 100x70cm e i suoi multipli vengono utilizzati come formati imposti per la realizzazione dei manifesti urbani.
La definitiva accelerazione nella sua diffusione arriva in seno alla Pop Art americana e alla Scuola Di Piazza del Popolo, entrambe attente agli sviluppi estetici della propaganda del boom economico; proprio da questa genesi storica provengono i lavori dei maestri del secondo Novecento esposti in mostra. Questo nucleo diventa punto di partenza per lanciare una sfida ai loro più giovani colleghi sul terreno comune di queste due coordinate.
Si ringraziano: Dep Art Gallery, Ex Elettrofonica, Federica Schiavo Gallery, Galerie Heinzer Reszler, Ermes Ermes, Galleria Il Ponte, La Nuova Pesa, Maja Arte Contemporanea, Matèria Gallery, Galleria Michela Rizzo, Galleria Richter Fine Art, Studio Sales di Norberto Ruggeri, Z2O Sara Zanin











